Buongiorno booklovers, come state? Di rientro dalla 6 ore di Imola, prima tappa del mondiale di endurance 2026, è pronta una recensione T-E-R-R-I-F-I-C-A-N-T-E: venerdì sera sono andata a vedere la Mummia di Lee Cronin. Siete pronti a togliere dal sepolcro cosa ne penso?
Titolo: La Mummia di Lee Cronin
Regista: Lee Cronin
Genere: Horror
Con: Jack Reynor, May Calamawy, Laia Costa
Uscita: 16 aprile 2026
TRAMA:
La giovane figlia di un giornalista scompare nel deserto senza lasciare traccia. Otto anni dopo, la famiglia, ancora devastata dal dolore, viene sconvolta dal suo improvviso ritorno: quello che dovrebbe essere un ricongiungimento gioioso si trasforma rapidamente in un incubo a occhi aperti.
RECENSIONE:
La Mummia è forse, insieme a Dracula, il mio mostro dell'Universal del cuore: ricordo ancora la mite paura e la meraviglia quando guardai per la prima volta il classico del 1999, con Brendan Fraser e Rachel Weisz, un misto di horror e tanta tanta avventura, con una buona dose di risate.
Scordatevi l'avventura stile Indiana Jones del 1999: qui si parla di un horror fatto e finito fin dall'inizio, con tantissimo body horror, gore e sofferenza, distinto su due piani spazio-temporali: un filone egiziano, principalmente tra Il Cairo e Assuan, di stampo investigativo e l'horror familiare che si svolge principalmente a Albuquerque, Nuovo Messico.
Già dall'incipit si capisce quanto oscuro sia questo film: siamo in Egitto, con una famiglia che sta ritornando a casa in auto. La madre, senza nome, è tesa e autoritaria, tendendo a schiacciare la personalità più solare del padre e dei figli, tra cui la piccola Layla. Arrivati, trovano l'uccellino della figlia esanime e la casa a soqquadro. I genitori scendono in cantina, che porta all'accesso di una strana piramide scura, che nasconde una serie di tunnel sotteranei, in cui è tumulato uno strano sarcofago con dei resti mummificati... che si muovono.
La famiglia Cannon vive a Il Cairo per via del lavoro del padre Charlie, un reporter; insieme a lui la moglie incinta Larissa e i due figli, Katie e Sebastian. Forze oscure stanno agendo contro di loro; infatti la donna strana, con il tramite della figlia, compagna di classe di Katie, ipnotizza e rapisce la piccola.
Passano otto lunghi anni, di Katie nessuna traccia, fino a che un aereo precipita e in un sarcofago di 3000 anni fa viene ritrovata una Katie scheletrica, parzialmente mutata e mummificata: è chiaro a tutti che c'è qualquadra che non cosa... tranne ai genitori, che la riportano a casa (genitori così tonti non li ho mai visti). Ed è così che l'orrore comincia.
La Mummia di Lee Cronin è qualcosa di diverso da tutte le precedenti mummie: al di là dell'avventura del 1999 e poi, la storia originale del 1932, con il grande Boris Karloff come il mostro titolare, risente della cultura dell'orientalizzazione, essendo anche una storia d'amore tragica; qui invece si torna nei meandri dell'horror, con un twist familiare (tipico di Cronin), e con tante citazioni a cult del genere, uno su tutti l'Esorcista.
Su tutti, notevole l'interpretazione della giovanissima Natalie Grace (Katie), capace di portare in vita un mostro millenario ma anche una bambina la cui vita è stata tragicamente spezzata, ma anche di May Calamawy, la giovane detective Zaki: la parte del filone investigativo in Egitto e la lore che si porta dietro, seppur dipendente da una tradizione dell'orrore e non da effettiva religione egizia, è stata molto apprezzata.
Questo film non è assolutamente esente da difetti, come la durata lunga (2hr e 14), il fatto che molta dell'azione si concentra nell'ultimissimo atto (ultimi 15 minuti), recitazione non sempre all'altezza e alcuni momenti un po' cringe.
Resta comunque una chicca da guardare per chi ama il genere.
Rating: tre stelline e mezzo (lasciatela sepolta vi prego).















