Buongiorno booklovers, come state? Oggi arriva la recensione del film più atteso/discusso dell'anno, ovvero Cime Tempestose, di Emerald Fennell, e con Margot Robbie e Jacob Elordi nel ruolo dei due protagonisti. Un film che ha causato polemiche e alimentato dibattiti fin dall'inizio: siete pronti a scoprire il mio parere?
Titolo: Wuthering Heights
Regista: Emerald Fennell
Genere: Romantic Drama
Con: Margot Robbie, Jacob Elordi, Alison Oliver
Uscita: 13 febbraio 2026
TRAMA:
Un’audace e originale reinterpretazione di una delle più grandi storie d’amore di tutti i tempi, “CIME TEMPESTOSE” di Emerald Fennell vede protagonisti Margot Robbie nel ruolo di Cathy e Jacob Elordi in quello di Heathcliff. La loro passione proibita si trasforma da sentimento romantico a ossessione travolgente, in un’epica storia di desiderio, amore e follia.
RECENSIONE:
Dimenticatevi il romanzo di Emily Bronte: la prima premessa che posso farvi è che non è un retelling fedele del romanzo... e non ha mai voluto esserlo secondo me. Emerald Fennell, la regista, ha infatti dichiarato che il "suo" Cime Tempestose si basa prevalentemente sulle sensazioni che il libro ha suscitato nella lei adolescente.
Dunque, dimenticatevi già solo la presenza di Hindley Earnshaw, il fratello di Catherine; niente Hareton, Cathy e Linton. Sono entrata al cinema pensando di andare a vedere un film ispirato a WH, non una sua fedele trasposizione. Devo dire che nonostante tutto quello che avessi sentito, mi posso ritenere piuttosto soddisfatta del film e della mia esperienza al cinema.
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Già dalle prime scene veniamo catturati in una scenografia e in un mondo diversi, con una giovane Cathy che assiste a una brutale impiccagione. Paesaggi e scene egualmente brutali e affascinanti come i personaggi: per me sono stati tra le note più positive del film e hanno saputo catturare con precisione il contrasto tra spigolosità ed eleganza, crudeltà e compassione che caratterizza i personaggi del film.
La storia la conosciamo tutti, ma nella versione di Fennell vengono enfatizzati i sentimenti umani e smussati alcuni lati dei personaggi in una versione più "rose-colored glasses", tradendo parti del libro effettivamente molto importanti: ci tengo infatti a precisare che WH non è una storia d'amore e tratta di tematiche importanti sia a livello sociale che psicologico.
Pensate che sia cambiata la mia impressione dei personaggi? Beh, no. Catherine Earnshaw si è guadagnata i miei scleri mentali, ma allo stesso tempo sono riuscita a vedere un lato diverso della ragazza, a tal punto che ho avuto un mezzo malore sulla poltrona, perché (purtroppo) i suoi momenti di tantrums e le sue contraddizioni mi hanno ricordato molto una me stessa acerba e in preda a momenti dissociativi sulla proprià identità, estremizzando il concetto.
Heathcliff è stato invece il personaggio forse più smussato e strippato dalle sue connotazioni originali, la cui versione era indubbiamente orrorifica, una spirale di lucida pazzia e vendetta da Premio Oscar all'Inferno: nella versione di Fennell ho trovato un "banale" anti-eroe romantico un po' tanto yearner e in stile dark romance de no' altri. Mi è dispiaciuto? No. Apprezzato? Non lo so, sento che c'è stata una perdita ingente.
Memo assoluto per Isabella Linton, diventato forse il personaggio più interessante nella versione di Fennell, e anche quello che volevo contemporaneamente abbracciare e prendere a schiaffi. Devo ammettere che la svolta finale mi mette dubbi, non farò spoiler ma mi è suonato da cliché da hardcore B-move anni '80. Non ho mai capito durante il film e continuo a non capire se è il lupo, l'agnello o tutti e due. In ogni caso, molto apprezzato.
Molto meno "sympathetic" e molto più "pathetic" la Nelly Dean: da comare gossippara a signorina figlia illegittima, un po' tutrice della giovane Cathy e animata in questa versione da un rancore antico: molte delle sue azioni danno moto alla trama, e non so quanto sia apprezzabile.
Sulla questione "smut": man, I don't know. Quello che ho percepito è stato un misleading clamoroso; mi era stato presentato dalla stampa come un "50 sfumature di Emily Bronte", mi sono trovata un prodotto diverso, con scene di sesso anche meno spinte di certi film romantici standard di oggi.
In generale, nonostante una seconda parte che ho trovato molto più affrettata della prima, è stata una visione godibile, seppur non pregna dei significati originali del testo e che pecca in alcune caratterizzazioni dei personaggi, ma che ha saputo distinguersi per alcune interpretazioni, per scenografie/musiche.
Voto: tre stelline e mezzo







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